Officina della vite: tradizione e ricerca

Simone Dragonetti
Simone Dragonetti
Marketing Manager

Uno dei nostri ultimi progetti riguarda Officina della Vite, abbiamo avuto il piacere di collaborare con questa nuova realtà imprenditoriale per costruire l’identità visiva (foto e video) dei prodotti destinati al nuovo sito web/e-commerce.

Officina della Vite – di San Prospero (MO) – coltiva piante officinali e vite da vino, produce oli essenziali ed essiccati e li commercializza insieme anche a cosmetici e condimenti aromatizzati, mescolando sapientemente tradizione e contemporaneità.

Come a volte accade nei progetti visivi per il settore food, abbiamo subito la fascinazione di un mondo nuovo (quello delle erbe officinali), fatto di profumi, colori e sensazioni, consentendoci di realizzare uno dei nostri più riusciti lavori di storytelling visivo.

Abbiamo così deciso di incontrare e intervistare la titolare Federica Cavicchioli, per approfondire il “dietro le quinte” del suo meraviglioso mondo dei profumi e dei sapori.

Come nasce Officina della Vite, raccontaci la storia che precede la sua fondazione.

“Il primo concetto che emerge, già dal nome, è quello di Officina, inteso come luogo di lavoro che può essere artistico, artigianale o persino meccanico. Officina ha inoltre un significato che si estende al mio prodotto connettendosi al concetto di Officinale, in passato l’officina era anche il laboratorio che si trovava a fianco della farmacia.

L’idea di business è espressa nel nome: combinare le essenze delle piante officinali e dei loro frutti con i derivati della vite; anche perché unire è una mia caratteristica innata”.

Cosa intendi con unire?

“Da sempre nella mia vita ho dato spazio e dedicato tempo alla passione di coniugare qualcosa, qualcuno, sempre e comunque. Oggi questa caratteristica trova sbocco nei miei prodotti che sono l’unione tra le mie coltivazioni di piante diverse etra tradizione e ricerca. Unione è incontro, tra cose o persone che insieme amplificano le proprie qualità e potenzialità.

Officina della Vite coniuga il moderno con il passato, per trovare abbinamenti inediti e originali che possano rispondere a nuove tendenze. Per esempio: io sono cresciuta con gli aceti di vino di casa che per i gusti contemporanei sono particolarmente vivaci e decisi. Con i miei condimenti quindi ho pensato di proporli in abbinamenti che possano incontrare i nuovi standard di gusto.

Per me coltivare le piante officinali e la vigna è proseguire la tradizione di famiglia che ha da sempre operato in questo settore. La produzione delle materie prime, eseguita direttamente da noi, avviene in maniera tradizionale, così la trasformazione del prodotto che seguiamo in ogni singolo passaggio per avere la certezza di ottenere sempre la massima qualità”.

La tua famiglia e le tue origini sono molto legate a questo territorio, che ruolo gioca nella tua carriera personale ed imprenditoriale?

“Questo territorio è fondamentale per me. San Prospero ed i suoi dintorni vogliono dire casa, famiglia e gente che ti vuole bene. È un territorio pieno di tradizioni ma anche pieno di talenti. Ci sono realtà imprenditoriali di primissimo piano in tutti i settori: agricolo, artigianale, industriale e molti altri. Magari ci saranno in futuro necessità od opportunità di spostarsi, ma la partenza del mio nuovo progetto Officina della vite doveva iniziare da qui.

Sono cresciuta seguendo il tempo e le stagioni, con la vendemmia che scandiva ogni anno e i progetti per il futuro in modo più vero e coinvolgente che qualsiasi 1° di gennaio. L’agricoltura mi ha accompagnato dai primi passi, e la vite, con le sue uve ed il suo Lambrusco è sempre stata al centro: il motore e l’opportunità di tutte le sfide che con impegno si sono intraprese nel tempo ed affermate per tutti i componenti della mia famiglia.

Il babbo mi ha trasmesso l’amore, ed il rispetto per la vigna. È stata anche il motore delle mie scelte, sia con soddisfazione che con grandi difficoltà. Senza la vite la mia vita non sarebbe stata la stessa. La vite è il mio punto di partenza e il mio punto di arrivo qui oggi. Inserirla nel nome del brand, oltre che creare un prodotto che contiene la vite, mi è sembrato il minimo per gratificarne il significato che ha e soprattutto per continuare a fare conoscere in un modo per me nuovo tutte le sue infinite potenzialità.

Facevo tantissime passeggiate con mia nonna nei campi, facevamo la raccolta spontanea. Lei era una persona incredibile che amava le piante officinali, le conosceva tutte, mi faceva sentire il profumo e mi ha trasmesso la passione e l’amore per questa terra. Ho scelto così di unire la cosa più solida che conoscevo, la coltivazione della vite con una cosa nuova quale la coltivazione di piante officinali. Questo mi ha fatto poi ricercare i prodotti abbinando i derivati della Vigna e delle Piante officinali”

Un prodotto così denso di significati non è facile da rappresentare visivamente. Come è stato possibile farlo?

“Non sono un’esperta d’Arte, ma spesso mi piace andare alle mostre per lasciarmi affascinare dalle opere. A volte mi soffermo, incuriosita dalle opere e dalle storie di vita che si nascondono dietro.

Volevo esattamente che i miei prodotti suscitassero questo effetto, volevo che chi guardasse le foto fosse incuriosito, dal packaging, dalla scelta stilistica della foto o dai colori. Quando ho visto le prime immagini di Orangorenna ho avuto esattamente quella sensazione, mi sono sentita come al museo davanti ad un’opera interessante. Siete riusciti a cogliere tutta la poesia, il mistero, la delicatezza ed eleganza ma soprattutto l’intensità di valori che ci sono dietro. Siete riusciti a mettere il prodotto nell’immagine, invece di limitarvi a realizzare un’ immagine del prodotto. Questa cosa fa la differenza.”

www.officinadellavite.it

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