Dal trasloco al Packaging, l’organizzazione dello spazio come scelta progettuale.
Ho cambiato casa.
Avevo sottovalutato la cosa all’inizio, spostare tutti gli scatoloni e oggetti personali non è stato semplice. In un’abitazione sono custoditi tutti gli affetti collezionati in una vita intera, quindi c’è un sacco di roba da spostare.
L’aspetto che più ho sottovalutato però è stato il processo di arredamento della nuova casa. Tutto deve trovare il suo posto (e un senso, magari) in uno spazio diverso e questo mi ha portato ad una riflessione:
L’organizzazione dello spazio non è un dettaglio, è un progetto vero e proprio. È lì che prende forma l’esperienza del trasloco. Nel nuovo ambiente non deve solo entrare tutto, deve trovare una gerarchia, una logica, un equilibrio tra visione e funzione
Pack
Con Orangorenna, nell’ultimo periodo ci siamo trovati a lavorare su diversi progetti di packaging design. Ed è stato lì che il parallelismo con il trasloco è diventato evidente.
Il packaging funziona esattamente come l’arredamento di una casa piccola: non c’è mai abbastanza spazio.
Le informazioni da inserire sono sempre molte, spesso troppe. Tutto è importante, tutto sembra indispensabile senza contare tutte le diciture che dobbiamo inserire per legge. Ma se accumuli — testi, immagini, elementi grafici — il risultato non è ricchezza: è confusione.
Una casa ordinata però non è una casa vuota, è ordinata. A monte dell’ordine c’è una selezione funzionale di cosa serve e cosa no. Come diceva Mies van der Rohe — guarda caso un architetto — less is more. Ma quel “less” non è casuale.

Conoscere
Perché il less is more funzioni davvero, quel “meno” deve contenere tutto ciò che serve.
Nel packaging questo è il nodo centrale del progetto. Tra illustrazioni, testi, codici, loghi, richieste del cliente e identità visiva, lo spazio diventa un accumulo di vecchi mobili, giornali e cianfrusaglie.
Una parte fondamentale del lavoro è conoscere il contesto in cui il prodotto andrà inserito. Solo così la potatura diventa possibile: togliere senza perdere senso.
Le decisioni poi sono continue: i colori, le forme, i font adatti, cosa scrivere, dove scriverlo. Poi l’impaginazione, le pieghe, il montaggio della scatola. Ogni scelta è un compromesso tra spazio, funzione e leggibilità.
Ed è qui che la progettazione smette di essere solo estetica e diventa anche responsabilità

Case Study: Encanto.
Per Encanto, azienda specializzata in progetti full service e consulenza nel settore nutraceutico, abbiamo sviluppato una serie di packaging per integratori alimentari. L’obiettivo era chiaro: etichette leggibili, coerenti con l’identità visiva, capaci di accogliere molte informazioni senza creare confusione.

Abbiamo definito un linguaggio visivo coerente, studiando colori e grafica sempre con l’idea che questi dovessero mettersi al servizio del testo. In questo settore, le etichette devono riportare proprietà del prodotto, ingredienti, modalità di smaltimento e contatti, garantendo chiarezza e leggibilità.
La collaborazione diretta con l’azienda e lo stampatore ci ha permesso di individuare criticità e trovare soluzioni efficaci: piccoli aggiustamenti di disposizione, dimensioni e font hanno reso possibile armonizzare molti elementi in spazi molto ridotti. Anche gli incastri più arditi, tra blocchi di testo e grafiche, sono stati gestiti con accortezze tipografiche come la regolazione della crenatura (spazio tra le lettere) e dell’interlinea.

Ma il progetto non si è fermato allo schermo: forme, colori, testi, pieghe e tagli sono stati testati nella realtà. Stampare, montare e osservare le etichette è stato fondamentale per verificare che tutto funzionasse davvero prima della produzione definitiva.
Conclusione
La piantina di una casa ricorda molto la griglia di un packaging da assemblare. Forse è per questo che entrambi i lavori si gestiscono allo stesso modo: è tutta una questione di spazio, di gerarchie e di come organizzare le informazioni, distinguendo ciò che serve da ciò che è superfluo.
Anche negli spazi piccoli, l’obiettivo è trovare armonia e valorizzare ogni elemento.

